Da invisibili a cittadine. Un cammino lungo 70 anni - Comune di Castelbolognese

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Da invisibili a cittadine. Un cammino lungo 70 anni

 

In occasione del 70° anniversario del primo voto delle donne italiane (1946-2016),il Comune di Castel Bolognese con l’iniziativa Da invisibili a cittadine. Un cammino lungo 70 anni, che avrà luogo martedì 6 dicembre,alle ore 21.00, nel Teatrino del vecchio mercato, intende ringraziare tutte le donne elette negli organi politici della comunità castellana dal 1946 a oggi e ricordare, in particolar modo, due donne coraggiose:Santina Barnabè (Castel Bolognese, 11 maggio 1922 - Faenza, 19 novembre 1985), prima donna eletta nel Consiglio comunale del 1946 e Antonia Zanelli (Castel Bolognese, 26 maggio 1923 - Faenza, 12 febbraio 2001),prima assessora nella Giunta comunale del 1951. Partecipa all’iniziativa Caterina Liotti del Centro documentazione donna di Modena, centro che ha collaborato al catalogo della mostraMadri della res publica,nell’ambito del progetto partecipativo promosso dall’Assessorato alle Pari opportunità e dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, in occasione del 70° anniversario del voto alle donne; il progetto vede anche la presenza del Comune di Castel Bolognese.Maria Gioia Terziari, docente della Scuola comunale di musica “Nicola Utili”, propone nel corso della serata alcuni intermezzi musicali.

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70° anniversario del voto alle donne. Due donne coraggiose a Castel Bolognese

In occasione del 70° anniversario del voto alle donne italiane, si rende visibile una grande e profonda novità: l’ingresso della donna nella sfera pubblica. Il decreto luogotenenziale n. 23 “Estensione alle donne del diritto di voto” viene varato dal governo Bonomi il 1° febbraio 1945. “La decisione, sostenuta dai segretari dei due partiti di massa, De Gasperi e Togliatti, risulta un atto dovuto alle donne italiane che tanto si erano spese nella lotta contro il fascismo e nella Resistenza. Ma solo il 10 marzo del 1946, alla vigilia delle prime elezioni amministrative, il legislatore approvò anche il voto passivo per le donne, cioè la possibilità di essere inserite nelle liste elettorali che si stavano chiudendo in quei giorni e quindi di essere elette (decreto n. 74/1946) [… ] Nel 1925 Mussolini fa approvare il voto amministrativo per alcune categorie di donne (legge n. 2125/1925), mai entrato in vigore per l’abolizione, nell’anno successivo, delle libere elezioni amministrative. Il ventennio fascista - fatto di abusi, violenze e discriminazioni in campo lavorativo come sociale - colpirà tutti, ma colpirà soprattutto le donne, considerate solo come le madri dei figli da donare alla patria. Ed è proprio nella lotta contro il fascismo che rinascono le battaglie per il diritto delle donne al voto e alla partecipazione attiva alla vita pubblica, come testimoniano i documenti prodotti in clandestinità dai Gruppi di difesa della donna, nati nel novembre 1943 per organizzare la Resistenza femminile. Battaglie proseguite, fin dall’autunno del 1944 nell’Italia liberata, dal Comitato pro-voto che riuniva le donne dei partiti e delle associazioni femminili laiche e cattoliche (Alleanza pro suffragio, Federazione delle donne laureate, Udi, ecc.). La conquista di quel primo voto segna finalmente la possibilità per tutte le italiane - nate tra la fine dell’Ottocento e i primi vent’anni del Novecento, prive di diritti di cittadinanza, ma anche di qualsiasi capacità giuridica – non solo di essere elettrici ma anche di entrare nelle istituzioni locali per occuparsi della res publica. Sono circa 2000 le elette nella primavera del 1946 nei Consigli comunali in tutta Italia, 230 delle quali nei Comuni della regione Emilia-Romagna.”

Madri della res publica  un progetto partecipativo promosso dall’Assessorato alle Pari opportunità, dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e dal Centro documentazione donna di Modena. Dalla sede istituzionale della Regione Emilia-Romagna, tocca la sede della Provincia di Modena e quella di diversi Municipi del nostro territorio regionale. Gli enti aderenti propongono le immagini delle prime elette nei propri Consigli comunali e le relative biografie, assunte in tal modo a simbolo di quella svolta così significativa nella storia del Novecento.  Questa importante opportunità - che ha dato luogo a una mostra e correlato catalogo - è stata condivisa anche dal Comune di Castel Bolognese con l’intento di riscoprire una parte di storia del nostro paese che corre seriamente il rischio di essere dimenticata.

http://parita.regione.emilia-romagna.it/madri-della-res-publica

Santina Barnabè e Antonia Zanelli, da invisibili a cittadine di Castel Bolognese

In quegli anni in cui, per la prima volta, le donne hanno avuto la possibilità di votare e di candidarsi, due donne a Castel Bolognese,  Santina Barnabè  e Antonia Zanelli, rese forti dall’esperienza della Resistenza, in modo semplice, ma efficace, hanno fatto scelte coraggiose dettate dalla voglia di contribuire alla nascita di un mondo migliore. Erano entrambe partigiane, ma nel dopoguerra si sono trovate a militare in due coalizioni diverse. Sappiamo che non è stato facile per Santina Barnabè Tina (Castel Bolognese 1922 - Faenza 1985) decidere di presentarsi alle elezioni. Era una ragazza giovane e, come la maggior parte delle donne, aveva frequentato la scuola solo fino alla quinta elementare; aveva ereditato dal padre l’amore per la giustizia e forse fu in sua memoria che prese questa decisione. Erano anni in cui gli ideali erano vivi, in cui la speranza di contribuire alla nascita di una società più giusta e pacifica aveva spinto molti giovani a impegnarsi in prima persona.Santina Barnabè nell’aprile 1946 è eletta, prima e unica donna, nella lista social-comunista del Consiglio comunale di Castel Bolognese.

ELEZIONI 1946
LISTE VOTI DI LISTA % SEGGI
SOCIAL-COMUNISTI 1910 65,91% 16
REPUBBLICANI 215 7,42% 0
DEMOCRAZIA CRISTIANA 773 26,67% 4

 Antonia Zanelli Tinetta (Castel Bolognese 1923 - Faenza 2001) era laureata in lettere. Anche lei aveva ereditato la passione politica dal padre;nel 1951 fu eletta nelle liste del PRI in Consiglio comunale e poi nominata prima assessora di Castel Bolognese. Le sue deleghe furono: polizia locale, sanità, igiene e istruzione. Nel 1952 contribuì alla nascita della scuola media a Castel Bolognese, come sede distaccata della scuole Lanzoni di Faenza.

ELEZIONI 1951
LISTE VOTI % SEGGI
SOCIAL-COMUNISTI ED ALTRI 1610 46,52% 4
DEMOCRAZIA CRISTIANA ED ALTRI PARTITI 1851 53,48% 16
TOT 3461   20

 

 

 

 

 

 Licia Tabanelli, assessora alle Politiche e cultura di genere del Comune di Castel Bolognese, a proposito dell’iniziativa ricorda: “è stato emozionante questa estate riscoprire le storie, le vicissitudini e le fatiche di queste due donne. Penso sarà bello ed emozionante ricordarle insieme, il prossimo 6 dicembre. Fare memoria significa riconoscere il valore di chi nella nostra comunità, nel nostro paese, in momenti difficili, agendo controcorrente, ha voluto dedicare il proprio tempo e la propria intelligenza al servizio della collettività. Ho capito che per una donna, in quegli anni, fare politica era veramente una scelta coraggiosa, in parte lo è anche ora. So che il coraggio di queste donne sarà motivante per le ragazze di Castel Bolognese.”

Santina Barnabè, nata l’11 maggio 1922 a Castel Bolognese da Michele e Algisa (Aldina) Bagnaresi, frequenta fino alla quinta elementare. Il padre, dettoMichèl d’la Zintunèra, partigiano e membro del Cln clandestino, muore nel gennaio 1946 per un colpo di arma da fuoco mentre si trova nella sede del Pci, in circostanze mai chiarite. Santina partecipa alla Resistenza, fa parte della 28ª Brigata Garibaldi “Mario Gordini” e il 7 aprile 1953, per la sua attività di partigiana, riceve la Croce al merito di guerra. Dopo la morte violenta del padre, alla vedova non è riconosciuto il diritto alla pensione; la famiglia Barnabè versa in condizioni economiche difficili e Santina trova occupazione presso la Cooperativa di consumo, dove lavora fino al licenziamento per contrasti con la dirigenza. Convinta dai compagni di partito, accetta la candidatura alle elezioni comunali e nell’aprile 1946 è eletta, prima e unica donna, in Consiglio comunale a Castel Bolognese.

Nel 1952 si sposa con Stefano Camerini e nel 1953 nasce la figlia Luisa. Insieme al marito gestisce

fino al 1983 un negozio di generi alimentari. Muore il 19 novembre 1985.

(dal catalogoMadri della res publica, Centro stampa Regione Emilia-Romagna, settembre 2016)

Antonia Zanelli, nata il 26 maggio 1923 a Castel Bolognese da Oreste e Elettra Contavalli, frequenta le scuole elementari e medie in paese, il liceo classico “Torricelli”a Faenza e prosegue gli studi fino a laurearsi in Lettere all’Università di Bologna, raggiungendo la sede dell’università in bicicletta. Il padre Oreste fin da giovanissimo manifesta idee anarchiche prima e repubblicane poi ed è da lui che Antonia, detta Tinetta, prende esempio assumendo ideali e passione per la politica.

Nel dopoguerra dirige la sezione locale del Centro Italiano Femminile, si presenta nelle liste del Partito Repubblicano e tiene con coraggio comizi pubblici usando la sua grande capacità di parlare in modo brillante e colto. Nel 1951 fu eletta in Consiglio comunale e fu la prima donna nominata assessora a Castel Bolognese, rimanendo in carica fino al 1953 con deleghe nei seguenti settori: polizia locale, sanità, igiene e istruzione.  Nel 1952 contribuì alla nascita della scuola media a Castel Bolognese, come sede distaccata della Scuola “Lanzoni” di Faenza.

Lo studio e l’educazione dei giovani diventano ben presto il suo impegno principale. Abbandona la politica e si trasferisce a Faenza dove sposa  Guido Donati, suo collega nell’insegnamento. Inizia così la carriera d’insegnante con la  finalità di trasmettere agli alunni la sua certezza: l’impegno nello studio è l’unica via per la formazione di una persona. Muore a Faenza il 12 febbraio 2001.

 

Vedi anche l’articolo di Stefano Borghesi, La scomparsa della professoressa Zanelli, Sette Sere 17 febbraio 2001 in www.castelbolognese.org/storie-di-persone/la-scomparsa-della-professoressa-zanelli/

 informazioni: Servizio cultura e biblioteca - Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane”, piazzale Poggi n. 6

Castel Bolognese (Ravenna) - tel. 0546.655849, 655827 | e-mail cultura@comune.castelbolognese.ra.it  www.comune.castelbolognese.ra.it/