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27 Ottobre 2009
Proiezione del film documentario "Terra Madre" di Ermanno Olmi

Nell'ambito di Ottobre Piovono Libri 2009
martedì 27 ottobre
in collaborazione con il Cinema Moderno
Cinema Moderno
ore 21.00
proiezione del film-documentario
Terra madre di Ermanno Olmi
introduzione, dibattito e conclusioni con la partecipazione di
Mario Brenta regista e docente universitario
Marco Foschini esperto Relazioni internazionali
Area azione economica - Coldiretti
proiezione in orario scolastico
per le classi terze / scuola secondaria di I grado
dell'Istituto comprensivo C. Bassi con Mario Brenta
Terra madre (Italia, 2009, HD-TV, 78', colore)
regia, soggetto e sceneggiatura Ermanno Olmi
fotografia Fabio Olmi, Mario Davoli
aiuto regia Franco Piavoli, Maurizio Zaccaro, Mario Brenta
produzione Gian Luca Farinelli, Beppe Caschetto per Cineteca di Bologna, ITC Movie, Rai Cinema
Ermanno Olmi racconta
«Il primo appunto che Carlo Petrini mi ha inviato è del 1° luglio 2006. E dice: questo sarà un film politico e preveggente per far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno, quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presidi Slow Food mostreranno nel corso del grande raduno Terra Madre 2006 a Torino. E io, naturalmente, ero fra coloro del nostro tempo che non conoscevano la solidale unione di intenti testimoniati in questo raduno mondiale fra tutte le Genti contadine. Uomini e donne che nelle loro terra ancora resistono all’incalzare di una delittuosa politica di sfruttamento esasperato e devastante dei suoli fertili, unica risorsa per il cibo di tutti i popoli. Una testimonianza eroica di eterna e leale alleanza con la natura e i suoi frutti. Un’alleanza che non ha barriere di lingue, divisioni di ideologie e religioni, né confini di Stati. Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia. I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.
Oggi quel mondo dei contadini è assediato dalle grandi imprese il cui scopo è nel profitto. Anche il contadino vuole guadagnare, ma il suo attaccamento alla terra è anche un atto d’amore ed è in questo sentimento solidale che si genera il rispetto della Natura. Sono sicuro che questi onesti cittadini non tradiranno mai la loro Terra.
E noi cittadini metropolitani, che viviamo inscatolati nelle nostre città, senza più i colori e i profumi delle stagioni forse, in un giorno molto prossimo, se ci capiterà di passare accanto a un orto dove un nonno e una piccola bimba colgono i frutti maturi, allora potremo ancora riconoscere la vera casa dell’uomo.» (Gennaio 2009)
http://www.bimfilm.com/upload/pressbook/terra_madre.doc
«In effetti mi piace pensare a Terra madre come a un film corale. Ho coinvolto gli amici, e abbiamo compiuto questo cammino insieme. Mario Brenta mi ha fatto da aiuto regista, Maurizio Zaccaro ha curato la parte sull'India di Vandana Shiva, mentre a Franco Piavoli ho chiesto di realizzare la parte che racconta la costruzione di un orto. Mi sembra che fra noi ci sia una comune sensibilità. E un'identica disponibilità a confrontarsi con quei ritmi cosmici che - come diceva Zanzotto - sono quelli che governano la vita» (Ermanno Olmi, “Duel” n. 52, maggio 2009).
http://www.cinemainpiemonte.it/enciclopedia/
Mario Brenta - filmografia
Mario Brenta è nato a Venezia. Prime esperienze professionali in campo pubblicitario; all’inizio come grafico, poi come sceneggiatore di spot televisivi. Il cinema è però il suo vero interesse, così si trasferisce a Roma dove lavora per diversi anni come aiuto regista e sceneggiatore. Durante questo periodo ha modo di girare i suoi primi cortometraggi e di collaborare parallelamente ad alcune trasmissioni televisive.
Il suo lungometraggio d’esordio, Vermisat, girato con pochissimi mezzi - storia di emarginazione, di conflitto fra culture - è un po' la rivelazione dell'anno. Invitato nella selezione ufficiale al Festival di Venezia nel 1974, ottiene a S. Vincent la Grolla d'Oro per l'Opera Prima e il Premio Speciale della Giuria (ex-aequo con Prima pagina di Billy Wilder) al Festival Internazionale di Valladolid. Assieme a Professione Reporter di Antonioni e Allonsanfàn dei fratelli Taviani, è l'inatteso terzo finalista del premio Rizzoli per il miglior film della stagione 74/75.
Ma gli anni successivi sono dedicati soprattutto al documentario: collabora con Rai Uno, con la Sept-Arté e Antenne 2 in Francia e con Svenska Film Institutet in Svezia. Abbiamo così Jamais de la vie! (1983) presentato a Cannes, ed Effetto Olmi (1982) e Robinson in laguna (1985) entrambi in selezione ufficiale al Festival di Locarno.
Il ritorno alla fiction è del 1988 con il lungometraggio Maicol, storia notturna, metropolitana, minimale e terribile, di una ragazza madre e del suo bambino di cinque anni, che ottiene il premio "Film et Jeunesse" (Cannes 1988) e, sempre in Francia, il premio Georges Sadoul (ex-aequo con Sweetie di Jane Campion) come miglior film straniero dell'anno 1989 e il premio della Confederazione Internazionale del Cinema d’Art et Essai. Il film è prodotto e girato interamente nell'ambito di Ipotesi Cinema - laboratorio cinematografico, scuola-non-scuola, ideato da Ermanno Olmi e di cui Mario Brenta è stato uno dei fondatori e, tuttora, uno dei principali animatori.
Barnabo delle montagne del 1994, opera di realismo magico tratta dal primo romanzo di Dino Buzzati, è il suo lungometraggio più recente. Realizzato in coproduzione con Francia e Svizzera e con l'apporto di Rai Uno e della Comunità Europea, è stato presentato in concorso a Cannes e ha ottenuto un po' dovunque prestigiosi riconoscimenti: dal Premio Italia "Cinema e Società" come miglior film dell'anno 1994, al Gran Premio al Festival Internazionale del Cinema Mediterraneo di Montpellier in Francia, al Premio per la miglior regia e il Premio Speciale della Critica al Festival Internazionale del Cinema Latino a Gramado, in Brasile, al Premio di Qualità del Ministero dei Beni Culturali; dai Gran Premi al Festival Internazionale della Montagna di Trento (1995) e dei Diablerets in Svizzera (1996) al "Ciak d'Oro come miglior film dell'anno per i costumi e alla Targa "Nestor Almendros" per la miglior fotografia, entrambi nel 1995.
Parallelamente alla professione cinematografica, Mario Brenta svolge attività di docente di Teorie e tecniche del linguaggio cinematografico e di Iconologia del Cinema presso i corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo e la Scuola di Dottorato In Storia e Critica dei Beni Artistici, Musicali e dello Spettacolo dell’Università di Padova.
per informazioni
Biblioteca comunale “Luigi Dal Pane” Piazzale Poggi, 6 - 48014 Castel Bolognese (RA) tel. 0546.655827 - 655849 fax 0546 50322 e-mail: dalpane@racine.ra.it